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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

Memorie di guerre 4

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La donna lasciò correre lo sguardo sugli astanti per alcuni istanti, poi parlò con una voce quieta, consumata dal tempo e dal dolore. «Vi guardiamo… e ci chiediamo se sappiate davvero cosa significhi aspettare. Non aspettare per poche ore, o per una notte soltanto. Aspettare per giorni. Per mesi. Per anni. Aspettare fino a sentire il cuore cambiare ritmo a ogni rumore di passi, a ogni colpo alla porta, a ogni ombra che attraversa la strada. Per noi l’attesa è stata una guerra silenziosa, una guerra che non compare nei libri di storia, che non ha battaglie da raccontare né eroi da celebrare, che non lascia medaglie né monumenti. Eppure, consuma lentamente, come un fuoco che arde dall’interno senza spegnersi mai del tutto.» La donna tacque per un istante.  Nella piazza nessuno abbassò lo sguardo. «Abbiamo atteso i padri davanti alle finestre, quando eravamo ancora bambine, contando i passi di ogni uomo che attraversava la strada, sperando ogni volta che uno di essi fosse il loro. ...