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Memorie di guerre 4

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La donna lasciò correre lo sguardo sugli astanti per alcuni istanti, poi parlò con una voce quieta, consumata dal tempo e dal dolore. «Vi guardiamo… e ci chiediamo se sappiate davvero cosa significhi aspettare. Non aspettare per poche ore, o per una notte soltanto. Aspettare per giorni. Per mesi. Per anni. Aspettare fino a sentire il cuore cambiare ritmo a ogni rumore di passi, a ogni colpo alla porta, a ogni ombra che attraversa la strada. Per noi l’attesa è stata una guerra silenziosa, una guerra che non compare nei libri di storia, che non ha battaglie da raccontare né eroi da celebrare, che non lascia medaglie né monumenti. Eppure, consuma lentamente, come un fuoco che arde dall’interno senza spegnersi mai del tutto.» La donna tacque per un istante.  Nella piazza nessuno abbassò lo sguardo. «Abbiamo atteso i padri davanti alle finestre, quando eravamo ancora bambine, contando i passi di ogni uomo che attraversava la strada, sperando ogni volta che uno di essi fosse il loro. ...

Memorie di guerre 3

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  Al suo posto apparve un bambino dal sesso indefinito. La sua figura era quasi trasparente nella notte.  Le sue ossa erano visibili sotto quella pelle segnata da profonde cicatrici e bruciature. Gli occhi erano troppo grandi per un viso così piccolo, come se avessero visto cose che non avrebbero mai dovuto vedere. Il bambino osservò gli astanti per alcuni secondi, che parvero a tutti infiniti.  Poi, parlò e il suono che venne udito era simile a un coro di voci bianche. «Vi salutiamo figli che non abbiamo mai avuto. Siamo qui oggi per raccontarvi gli orrori delle guerre visti attraverso i nostri occhi.»    Il bambino fece una pausa, prese un respiro lungo e irregolare. Il tipo di respiro che si fa quando il dolore è troppo grande per stare dentro un petto così piccolo. Poi continuò.    «Sapete cosa vuol dire rimanere intrappolati nelle macerie della propria casa e morire lentamente per mancanza d’aria, o per fame, o per sete? È una mo...

Memorie di guerre 2

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Gli abitanti della città giunsero alla piazza un po' alla volta e notando l'anima antica ognuno di loro reagì in maniera diversa. C'è chi venne investito da una forte sensazione di malinconia, come se conoscesse quell'anima. C'è chi venne invaso dall'odio, come se vedessero un vecchio nemico. Qualsiasi sensazione quell'anima generò nei cuori dei viventi, una sola era comune a tutti: un profondo rispetto e venerazione. L'anima antica rimase in silenzio ad osservare gli umani che si stavano riunendo intorno a lui, fino a che tutti furono presenti. A quel punto parlò. La sua voce risuonò alle orecchie degli astanti come fossero tante voci a dar vita a quelle parole. «Nostri cari figli vi abbiamo convocati qui, in questa notte magica per parlarvi di una questione che ci sta a cuore. Abbiamo solcato il fluire del tempo e assistito a innumerevoli atti ignobili protratti dagli esseri umani verso i loro simili. In questi secoli abbiamo assistit...