Dea

Dea 


 DEA



Le onde lambivano il corpo senza vita della giovane, allontanandola dal luogo che era stato la sua prigione.

I lunghi capelli neri fluttuavano intorno al bianco corpo, le labbra vermiglie socchiuse in un lieve sorriso.

Solo l’acqua osava toccare quel corpo freddo, nessun essere vivente si avvicinava, la scortavano in una silenziosa devozione.

Lentamente, le bianche palpebre si sollevarono, rivelando al cielo le iridi ramate, che brillarono arroganti.

Un brivido scosse il minuto corpo, che si sollevò in piedi senza sfiorare la superficie dell’acqua.

Le labbra, ora, atteggiate in un sorriso beffardo.

L’alone rosso, sulla candida veste, svanito.

Gli stolti umani avevano osato tentare di uccidere il suo tramite, ma come si può distruggere ciò che la Dea protegge?

Lei, la Dea assoluta, la Signora dei raccolti.

La Dea della morte e della nascita.

La Cacciatrice.

La Vergine.

La Dea della guerra.

Lei, la madre di tutti loro, Lei con infiniti nomi, come i suoi ruoli.

Quegli stolti e ingrati uomini, torturatori di donne, avevano superato il limite.

Ora, mentre Lei si ergeva, viva e libera, essi giacevano inermi dinanzi alle catastrofi che Lei aveva scatenato, per punire la loro stoltaggine e i sacrilegi compiuti.

Lei ora poteva lasciare quel giovane corpo, che aveva preso per attuare la sua punizione.

Poteva lasciarla vivere una vera vita, felice.

Ormai era giunta sulle coste di una Terra ancora consacrata al suo nome.

L’unico luogo che credeva ancora pienamente in Lei.

Quella Terra non più accessibile agli infedeli uomini.

Quella Terra conosciuta col nome di Avalon.

Lì la giovane sarebbe vissuta.

Non appena Lei toccò terra, le sue figlie, in segno di devozione, si inginocchiarono al suo cospetto.

Lei sorrise e, con voce dolce, comandò: <<Prendetevi cura di lei, figlie mie>>

Poi, abbandonò quel minuto corpo per fondersi con il mondo stesso.

Mentre il suo spirito abbandonava il corpo, esso tornava roseo e gli occhi della ragazza tornarono di un semplice e caldo marrone.

Lentamente, il corpo si accasciò tra le braccia di una sacerdotessa.

Ora la giovane avrebbe dormito, cancellando dalla sua memoria gli orribili momenti vissuti e, al suo risveglio, avrebbe ricominciato a vivere, finalmente libera.

La Dea protegge chi lo merita, ma non si trattiene quando deve punire chi non merita il suo amore.

 



2007-05-10

Commenti