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Visualizzazione dei post da luglio, 2026

Poesia: Ciò che non vuoi

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  CIÒ CHE NON VUOI   Strappato dalla tua casa, buttato in una guerra da te odiata. Vedi corpi mutilati. Senti urla strazianti. Tu costretto ad uccidere, preferiresti cadere sotto la spada nemica. Ma non accade. I nemici, gli amici cadono tu no. I corvi volano sul campo con i loro canti di morte. Tu ad ogni colpo inflitto, a ogni vita troncata, senti il cuore sanguinare. La disperazione t’invade, vorresti mollare tutto, ma la Nera Signora ti rifiuta. E, così, vai avanti uccidendo e piangendo. Chiedendo la morte, cercandola ad ogni assalto. Il giorno, in cui, la Morte ti aprirà le sue porte, tu le correrai incontro. Libero.  

Memorie di guerre 7

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  Per lungo tempo nessuno parlò. La piazza rimase immobile. Sospesa in quel silenzio raro che nasce soltanto quando qualcosa di importante è appena accaduto e nessuno trova il coraggio di essere il primo a spezzarlo. Come se una sola parola potesse dissipare ciò che era stato lasciato nell'aria da quelle voci. Come se parlare troppo presto fosse una forma di tradimento. Fu una bambina a muoversi per prima. Era accanto a sua madre. Aveva ascoltato in silenzio come tutti gli altri. Si staccò lentamente dalla folla e raggiunse la fontana. Il grifone di pietra vegliava ancora sulla piazza, immobile e severo come aveva fatto per tutta la notte. La bambina posò una mano sulla sua zampa. Un gesto piccolo. Quasi timido. Ma autentico. E fu sufficiente. Un uomo anziano le si affiancò e fece lo stesso. Poi una donna. Poi un ragazzo. Poi un'altra persona ancora. Finché gli abitanti della piazza non si ritrovarono riuniti attorno alla fontana. Le ma...